lunedì 12 marzo 2018

Ho paura, non abbracciarmi.

Sei già morta una volta. Sii pronta a farlo infinite volte. Avrai paura. Ma non farti fermare. E' l'unico modo per creare una Nazione Mutante. Per creare un posto dove i nostri figli, i figli di tutti i superumani, potranno vivere liberi dalle catene.

Ha iniziato a piovere. E' una pioggia leggera e fastidiosa che sente picchiettare contro i muri del Sanatorium, ma che non può vedere per l'assenza di finestre. Seduto sul bordo di un letto sfatto fissa le proprie mani senza guardarle davvero, pensando alle parole che l'altra ha detto, così cariche di sentimento da fargli male al petto, le sente riecheggiare nelle orecchie come un eco lontano e una maledizione antica. Il respiro di lei riempie la stanza, il calore di lei è ancora sulla sua pelle come un balsamo che non gli fa sentire la stanchezza, la guarda nuda tra le lenzuola e per un attimo pensa che sia tutto perfetto. Solo ora, solo per adesso. Con i bambini al sicuro nei loro letti caldi, con una pioggia che non può attraversare le mura spesse di un palazzo che non può crollare, con una guerra che è fuori. Anche solo per ora. Solo per adesso. Senza catene, sentirsi liberi di poter combattere per i propri diritti, di poter morire per i propri ideali.
Poi come uno tzunami i ricordi dell'avviso arrivato nella notte, la cattura di Wrecker, gli occhi di Kendra che non ha più nulla e promette la sua vita per un mondo migliore, la grossa ruota panoramica che non si muove, i leccalecca di Oona e le risate dei bambini, il caravan troppo freddo e il cuore che batte un colpo quando la consapevolezza della possibilità di perdere Alma gli arriva come una pugnalata al petto, seguendo come tuono il lampo delle sue parole, del suo manifesto alla libertà. Tutto viene trascinato via, la pace viene distrutta e rimangono solo le macerie e la consapevolezza di non poter proteggere tutti come vorrebbe.
Torna a guardarla nella penombra, i capelli sparsi sul cuscino e il viso rilassato di chi dorme profondamente e anche solo per poco toglie il peso del mondo dalle proprie spalle. Si stende accanto a lei cercando di prenderla tra le braccia, sgusciando nei suoi sogni e tra le lenzuola come se non si fosse mai mosso, le passa una mano sulla guancia, cerca la sua fronte per un bacio che appena la tocca.  
Quanti sono i Gorge che potrebbero dire quelle parole senza avere un cuore Needie? Non lo sa e ha troppa paura per chiederselo.

Niciodata mai sclav, dragoste

venerdì 2 marzo 2018

Happy Bday

Buon Compleanno!

La pelle di Alma ha un buon sapore, le sue labbra sono calde e le sue mani frettolose, la lascia fare, rispondendo ai baci con titubanza iniziale e con trasporto subito dopo, lascia spegnere il cervello mentre i regali di lei giacciono su i divani della sala comune, l'acchiappa vento e la bottiglia di vodka, piccole cose che indicano quanto conosce di lui.

Dovrebbero tenere via lo schifo.

I punti tirano, il sesso graffia e fa male, i colpi sono forti, morde e si aggrappa a lei anche se questa volta è Alma a portare con se la disperazione di chi non ha tempo e lui la lascia annegare in se, la lascia perdersi e sfogare, si lascia usare come un pupazzo e a sua volta prende qualcosa per se stesso, sfoga la tensione e il dolore, la paura di aver quasi perdo e la disperazione di essere ancora a questo mondo e mentre la trascina in camera sbandando tra i corridoi del sanatorium rischia di aprirsi le ferite e i polmoni non riescono a stare al passo. Quando tutto è finito rimane fermo nel letto, il fiato corto e lei che scivola da sopra di lui atterrando sulla schiena. La guarda chiudersi in se, prendere sonno e non la disturba. La guarda e si chiede cosa l'abbia portata a sfogare così tanto dolore su di lui, cosa l'abbia sconvolta così tanto da buttarsi su di lui come un assetato davanti ad una fontana, ma tutti i pensieri vengono scacciati via come mosche lontane, si addormenta nel letto sfatto, tra lenzuola umide e bende spiegazzate.

Buon Compleanno!

Irina ha la pelle che profuma di pesca, i capelli legati in una coda che le arriva sul seno gonfio di latte, gli sorride mentre gli porge una lattina di birra e si siede accanto a lui facendo sfiorare le spalle, l'abito troppo corto mostra le cosce abbronzate, il caldo asfissiante dell'Alabama gli entra nella pelle e lo fa sudare come se fosse all'inferno. La mano scivola sulla pelle di lei, cerca zone morbide da stringere mentre le labbra si incontrano. E' ubriaco, ma lui è sempre ubriaco, non vuole pensare e Irina è sempre perfetta per sfogare tutto il suo dolore.

Buon Compleanno!

Ylenia ha piccole efelidi che le invadono il viso da bambina, le dita sporche di cioccolato trattengono un muffin che non ha il migliore degli aspetti, ridacchia lui acchiappando la cioccolata per infilarla in bocca, succhiandosi le dita con gusto mentre la bambina lo spinge a seguirla, quando girano l'angolo della roulotte c'è un tavolo di plastica su cui qualcuno ha posato una torta un po' storta, un paio di regali e quasi tutti quelli del campo li, ad aspettarlo, con i sorrisi sulle labbra. Qualcuno inizia a suonare un violino e lui crede di stare sognando.

Buon Compleanno!

Mamma non sorride mai, ha gli occhi tristi di chi ha perso qualcosa di importante e sa di non poterlo avere indietro, ma oggi sorride solo per lui, lo sveglia con un bacio sulla fronte e una carezza che gli circonda il volto roseo da bambino, lui allunga le braccia per portarle intorno al suo collo in un abbraccio affettuoso a cui lei risponde con forza. La ama, ama sua madre da impazzire e pensa che resteranno insieme per sempre.

Buon Compleanno...

E' buio, c'è solo buio intorno a lui e ha paura, una paura che gli attanaglia il cervello e gli fa battere il cuore come un tamburo. Sente l'aria mancargli e vorrebbe non aver messo così tanta droga nella siringa, al tempo stesso sa che è la cosa giusta. Nessuno lo vuole, nessuno lo ama e ha perso qualsiasi cosa, i bambini e Irina sono ormai un ricordo lontano di una famiglia a cui non è riuscito a dimostrare il giusto amore e ora qualcun'altro si gode le cosce calde e le labbra gonfie. Sente rumori distanti e avverte sensazioni che gli fanno bruciare la pelle. E' da qualche parte, qualcuno si sta occupando di lui, ma ormai qualsiasi cosa è solo un rimbombo lontano di voci e luoghi a cui non riesce a dare una posizione precisa. Sta morendo, almeno finchè mani fredde non si posano ai lati del suo volto e il fiato gelido della morte gli sussurra contro le labbra un augurio che lo porta a spalancare gli occhi e tornare in vita.

figliolo.



domenica 25 febbraio 2018

Hearts

Quando torna a casa nel cuore della notte dopo una lunga chiacchierata che forse gli costerà una nuova briciola di cuore, non si aspetta di vederli svegli. Inger ha gli occhi pieni di lacrime, il volto pallido e i capelli biondi appiccicati alla fronte, lui crede in un brutto sogno, ma è il viso terrorizzato di Vladyslav che lo scuote. Impiega interminabili minuti per calmarli, fissa lo schermo del televisore con una certa nota di amarezza nello sguardo, le immagini di violenza che scorrono come un film e lui non riesce a dire qualcosa che possa calmare i due piccoli che si stringono tra le sue braccia.

Verranno a mangiare i nostri cuori?
Verranno a prenderci? Con i fucili?

Quando riesce a farli addormentare già albeggia, lui ha perso il sonno e ha un forte magone che gli stringe il petto. Li ha convinti di essere al sicuro e che nulla li colpirà, che nessun mutante è stato ferito e che tutti staranno bene, che nel Freks non verranno mai, che sono protetti dai più forti combattenti, che niente e nessuno potrà mai sfiorarli e i bambini gli credono perchè lo desiderano ardentemente, lui non crede a se stesso nemmeno per un istante.
Deve uscire dal caravan per cercare di dare aria alla sua testa che brucia più delle fiamme dell'averno e lo fa con difficoltà estrema trascinandosi dietro il vecchio violino per poi dare fuoco al barile che ormai tiene fisso nel piazzale. Solo quando le fiamme sono alte verso il cielo abbassa lo sguardo nel cuore delle stesse, cerca qualcosa, ma ciò che trova è solo il nucleo luminoso di un fuoco mortale.
Ripensa agli ultimi giorni, il fuoco gli scivola dentro il corpo, gli pizzica il cuore malato e lui china il capo, posando la mano libera dal violino per adagiarla sul proprio petto.

Inizia a suonare e mentre la musica scivola dalle sue dita lui pensa alle parole cariche di sentimento di William, ai fianchi di Alma, agli occhi di Routh e alle labbra di Mad, pensa ai sorrisi di Irina e al volto di Ylenia e infine ai volti dei due bambini, carichi di lacrime e dolore, che gli chiedono aiuto e protezione, quando lui non riesce a donare loro le giuste carezze, semplicemente perchè non le ha mai davvero testate su di se. Quando apre gli occhi sul fuoco che arde una singola lacrima scivola sul suo volto schiantandosi contro il ginocchio e gli pare quasi di sentire cantare sua madre sulle corde di quel violino.

Chi potrebbe mai amare un pagliaccio?


martedì 20 febbraio 2018

Everything is dust in the wind


Questa è... una di quelle situazioni che ti ricordano che non c'è poi tanto tempo

Ha la rabbia tra le labbra, morde e graffia con l'ostinazione di chi vuole dare tutto e prendere tutto. Non vuole perdere i momenti, sa che gliene rimangono pochi e li pretende tutti. Li vuole con tutto se stesso ed è per questo che ha spinto fino al limite massimo chi ha davanti, perchè ha sentito il desiderio sotto la pelle e ha pensato che era il momento giusto, è sempre il momento giusto.

Te ne penti?

Lo ha chiesto tra i morsi a lei o forse più a se stesso mentre il fiato corto gli rubava le parole e le mani tremavano sotto muscoli che non riescono a resistere, che perdono forza ad ogni emozione e sentimento troppo intenso, troppo vero. Sta morendo e se non sarà il suo fisico a tradirlo ci penserà qualcuno armato. Perchè non lasciarsi andare? Cosa c'è di male nel dimenticare le costrizioni, lasciar perdere le conseguenze e liberare ciò che trattieni in te, l'animale che ti graffia per uscire, la fenice che vuole scappare, allargare le braccia e incendiarsi in un'enorme fiammata di vita.
Vuole sentire l'amore, brama intensamente quella sensazione di completezza, quell'appoggio disinteressato, vuole il legame di una famiglia che non c'è più, l'affetto di un fratello che non l'ha mai guardato troppo a lungo, la carezza di donne che sono svanire come sabbia tra le sue dita e il calore della sicurezza che solo chi ami ti può dare, ma non può, ciò che riesce a prendere è solo l'inebriante sensazione di libertà, la capacità di non pensare a ciò che sarà, di vivere l'istante, di dedicarsi interamente a qualcosa che lo faccia stare bene, concentrarsi solo su quello, sulla pelle di lei e sulle sue cosce, sulle sue labbra e su gli occhi accusatori, su quella sensazione di vittoria che gli fa danzare il cuore nel petto.
Ed è questo che sente, mentre si impossessa di lei, ne divora la pelle, ne saggia la consistenza, la rapisce e la fa sua anche solo per poco, anche solo per il tempo necessario a bruciare e rimanere solo polvere nel vento.


Dust in the wind All we are is dust in the wind



venerdì 16 febbraio 2018

Autophobia

the fear of being alone


E' stanco.

L'acqua scivola sulla pelle troppo pallida mentre piazzato sotto la doccia cerca di scacciare da dietro le palpebre l'immagine di una bambina spaventata che probabilmente non lo dimenticherà mai.

E' stanco.

Mentre strofina l'asciugamano contro la testa rasata di fresco cerca di scacciare l'insistente desiderio di un bel bicchiere d'alcool, di una dose di dolce liquido della memoria, o magari della sublime sensazione di confusione che solo alcune sostanze possono dare.

E' stanco.

Quando chiude gli ultimi bottoni della camicia nera si guarda allo specchio e si costringe a concentrarsi su i propri occhi, ripetendosi mentalmente di non essere un mostro, che è il male minore e che il fine giustifica i mezzi. Non faranno male a quelle persone.

E' stanco.

Qualcuno nello spogliatoio gli passa accanto chiacchierando. E' una donna dalla pelle azzurra che chiacchiera con un ragazzo. Nevermore se ne è andata, lo dice con tranquillità mentre si siede su uno sgabello. Nevermore è stata mandata in Guyana, non tornerà mai più.

E' stanco.

Si lascia cadere sulla panca di legno in un cigolio sinistro, le mani vanno a circondare il viso. Non ha la forza di reagire alla notizia come vorrebbe, strofina i polpastrelli contro le palpebre e quando apre gli occhi il mondo è confuso. Sente sulla pelle il desiderio tornare a pizzicarlo, morderlo con voracità dalla bocca dello stomaco ed è costretto ad alzarsi di scatto chiudendo l'armadietto con forza, spaventando le due mutanti poco lontano.
Quando Lascia lo spogliatoio è convinto di sentirle sospirare di sollievo. E' stanco, ma non abbastanza da vietarsi un viaggio fino al Desert Side, l'angolo più remoto del bar lo accoglie come un rifugio sicuro. Si dedica alla bottiglia come se fosse la sua amante, beve talmente tanto da non ricordare come è tornato a casa, la mattina dopo, le mani nere di cenere, la maglia che puzza di alcool e il dolore incessante al petto che lo porta quasi ad urlare, curvo tra le lenzuola.

E' stanco.





venerdì 2 febbraio 2018

Fire

Perchè questa è la nostra strada, camminiamo su questa strada da secoli e secoli, perchè è nostra, perchè è quello che siamo. Siamo la scintilla che tutti vogliono spegnere da secoli, ma che nessuno riesce, siamo vivi per quelli che non lo sono e siamo morti che camminano sulla terra cercando una meta che non esiste se non dentro noi stessi. Vuoi sapere cosa debbo insegnare? Io posso insegnarti a non piegarti, MAI. A morire per la tua famiglia e farlo più volte se necessario, posso insegnarti a non nasconderti mai davanti al nemico e a ridere e cantare quando lui ti vorrebbe silenzioso. VUOI IL FUOCO?
Si, voglio il tuo fuoco. 
Bene. Hai la tua fenice. 

giovedì 1 febbraio 2018

Magdalene

So che avrebbe dato qualsiasi cosa per proteggere questo posto  
e penso che avrebbe dato qualsiasi cosa per chiunque fosse un freak.
Rigira tra le mani le foto che ha staccato dall'interno del furgoncino rotto, accenna un sorriso mentre piega leggermente il capo alzando lo sguardo verso lo scivolo acquatico davanti cui ha parcheggiato il caravan.

- Tata? 
- Mh?
- Puoi far partire la giostra dei cavalli?
- Ci posso provare..


 forse è questo che serve, per essere come Mad
 credere che ogni freak è come un figlio, ti può portare a dare tutto pur di proteggerlo.