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giovedì 3 maggio 2018

Si.

Le sente. Sono come piccole luci che intravedi solo con la coda dell’occhio, come i suoni improvvisi che non sei sicuro di aver sentito davvero, come il respiro che hai sentito sul collo, ma sei solo a casa.
Sente ogni persona nella base, ma sono sensazioni distorte, leggere, si confonde facilmente, non riesce a contarle come si deve.
Non è facile.
Forse però è meno complesso del togliersi la maschera e tornare a sentire l’aria sul viso.

Sono morto.

Non è paura degli altri, è paura di se stesso. Guardarsi allo specchio la prima volta è stato quasi impossibile, l’occhio cieco l’ha destabilizzato e non solo per la difficoltà con le distanze

Se loro non mi accettassero?

Ti vogliono bene

Ha spento la luce, si è chiuso nella sua stanza soffrendo da solo, con la cocciutaggine di chi ha sempre superato tutto da solo, chi non ha mai avuto bisogno di qualcuno che prendesse in mano la situazione o che gli dicesse


È tutto ok.

Di chi non ne ha mai avuto bisogno fin’ora.

Loro ti amano.

L’ha avvertita quella pausa, ha sentito nell’aria una frase non detta e ne è stato terrorizzato per quel minuto infinito, quella manciata di secondi che si è accucciata sulla bocca dello stomaco come un gatto fastidioso.

Grazie

È una risposta adeguata? Non è mai stato bravo con le parole, non saprebbe spiegare i sentimenti che gli risalgono il sangue fino al cuore, non sa come dire quanto sia importante per lui ciò che lei ha fatto o quanto questo gli abbia tolto dalle spalle il peso della solitudine.
Le parole sono complicate e nella sua testa ce ne sono anche troppe.
Si aggrappa quindi alle sue labbra e al suo corpo, perché è quello che sa fare meglio e che gli occupa meno problemi, la stringe a se e sussurra una sola parola ancora e ancora.

Grazie.

Quando il giorno dopo incontra Wade, pronto per il primo giro a volto scoperto della base, pronto a mostrare la sua deformità con l’orgoglio di chi viene amato, si ritrova a fare i conti con un sussurro mentale che gli scivola tra le meningi senza che l’altro apra bocca. Due semplici parole.

La ami?

martedì 3 aprile 2018

Ofelia


Il vento bacia i suoi seni e dischiude a corolla
i grandi veli cullati mollemente dalle acque;
I salici frusciando piangono sulla sua spalla,
sull’ampia fronte sognante si chinano le canne.
Le ninfee sfiorate le sospirano intorno,
ella risveglia a volte, nel sonno di un ontano,
un nido da cui sfugge un piccolo fremer d’ali:
– un canto misterioso scende dagli astri d’oro

(Rimbaud – “Ophélie”)



Scatta una foto di nascosto, mentre lei non guarda.
La attacca al soffitto nella roulotte, dove lei non può vedere.
La nasconde agli occhi di chiunque tranne che ai suoi, perchè ne ha bisogno.
Ha bisogno di avere un'immagine di lei che non sia quella che ora vive nei suoi sogni.

Giurami che se ci sarà necessità, mi ucciderai

 "Dozzine di volte, sempre in modi diversi. Ogni notte ti salvo."
                                                                          (Spike - Buffy)

lunedì 2 aprile 2018

*Incoming Message*

Messaggio ricevuto da Dust
*non c'è testo, ma riceverai una foto di Alma insieme ad Inger e Vladislav. La risoluzione non è il massimo ed è pure un po' sfuocata, ma si capisce chiaramente che Inger è vestita da principessa, con vestiti di fortuna ed una corona di cartone decorata con pezzi di plastica, mentre Vladislav porta una maschera da supereroe ed un mantello. Alma in tutto ciò sorride, con un cerchietto con un paio di antenne a molla che terminano in due stelle decisamente messe male. Si fa quel che si può.*

Fa caldo in Colombia, le zanzare ronzano rumorose e ne schiaccia un paio moleste sul collo mentre il telefono satellitare suona per la ricezione di un messaggio. Sospira voltandosi per controllare di chi si tratta. C'è un focolare poco lontano dalla tenda sotto cui è seduto, c'è gente che chiacchiera e si respira il profumo della battaglia nell'aria. E' tutto pronto per una delle tante battaglie che Gaia vincerà, non senza spargimenti di sangue, è la vigilia di una giornata grigia. 
Quando vede la foto il cuore batte un colpo in meno, trattiene il fiato e poi sorride. La Colombia non è poi così tanto brutta, e il sorriso di Alma e i bambini gli fa sembrare il mondo più colorato.

E subito dopo si rende conto di quanto terribile sia l'incapacità di tenere le distanze da qualcuno.

martedì 20 marzo 2018

Merda

Magdalene 

Quando si sveglia lo fa a fatica. La testa fa male e la sbronza della sera precedente gli bussa con prepotenza chiedendo indietro il divertimento. Ha una forte nausea e gli fa male ovunque, ma non è questo ciò che più lo infastidisce. E' il ricordo di ciò che è accaduto che lo fa sprofondare nello sconforto.
Sospira pensando a Brendan lasciato sulla strada del Desert, cerca di dare un senso alle parole che ricorda di aver detto e si ritrova a nascondere il volto tra le mani dandosi mentalmente dello stupido mentre sposta le gambe sotto le lenzuola, seduto nel centro del letto, la schiena curva e i gomiti posati sulle ginocchia, ha affrontato discorsi troppo delicati con troppo alcool inzuppato in corpo, dovrebbe contattare in qualche modo l'ex preside, chiedergli scusa per il comportamento e aggiustare un rapporto che spera essergli utile, un giorno.

Io parlo come qualcuno che è stanco, sono davvero molto stanco « scuote la testa, stringe le labbra e poi senza motivo sorride, ma è un sorriso che viene tirato su con estrema difficoltà, alza una mano e cerca di posarla in modo brusco sul lato del volto di Brendan, tentando di infilare le dita tra i capelli ricci di lui, piantandogli il palmo sulla guancia, una pacca fraterna diciamo » è perchè siamo brave persone

Mugola e pensa ai bambini che forse ha svegliato alzando la voce, quando è rientrato alla base e a Reyes che probabilmente non gli rivolgerà più la parola dopo il casino fatto per entrare nel Sanatorium. Strofina le mani dal volto fino alla testa, gratta il cuoio capelluto e tiene gli occhi serrati. L'aria gli scivola sul petto nudo e sulla schiena, facendolo rabbrividire. E' nudo.

Merda.

Ha ancora il sapore dei baci di Alma tra le labbra, segni di morsi sul corpo e di graffi dietro la schiena. Ricorda le parole che le ha detto e le dita dalla testa scivolano sul volto aggrappandosi alle guance come se volesse strapparsele. Sospira buttando aria dalle labbra socchiuse e fissa il lato del letto vuoto accanto a se. Ingoia un grumo di saliva che fatica a scendere per la sensazione che gli grava addosso e distoglie lo sguardo per posarlo sul muro della "sua" camera. Ha staccato le foto che aveva dentro il furgone rotto per portarle li dentro, al sicuro. Ci sono foto di una giovane Irina sorridente, Inger che gioca con un cane e Vladislav appena nato, ci sono immagini del vecchio Yuri e di tutti quelli che considera una famiglia. Da qualche parte tra le foto nuove c'è Magdalene che ride mentre lui la prende in braccio sotto l'acqua di una fontana rotta. Fissa quella foto a lungo e pone finalmente il tabù sul suo nome.
E insieme a lei muore anche un po' di lui.

Ho scritto Magdalene sul monumento e lei è morta per questo pianeta, è morta per i mutanti, per proteggerli..« trattiene il fiato, fissa Alma » e tu hai detto a Kendra le stesse cose..le stesse di lei. Tu moriresti per i mutanti, moriresti per un mondo migliore per loro « è stato il discorso di Alma a colpirlo, la verità è tutta la » non posso perdere anche te come lei, non voglio scrivere il tuo nome su quel muro, non ce la faccio, non voglio farlo.

 voglio solo..voglio continuare a fare sesso con te, voglio continuare a vederti sorridere, voglio toccarti e guardarti giocare con i bambini. Tutto qui, sopravvivi così « annuisce e allontana appena la fronte » perchè io sono disposto a morire e a uccidere per i mutanti, lo sono, ma non sono disposto a lasciar morire qualcun'altro.



lunedì 12 marzo 2018

Ho paura, non abbracciarmi.

Sei già morta una volta. Sii pronta a farlo infinite volte. Avrai paura. Ma non farti fermare. E' l'unico modo per creare una Nazione Mutante. Per creare un posto dove i nostri figli, i figli di tutti i superumani, potranno vivere liberi dalle catene.

Ha iniziato a piovere. E' una pioggia leggera e fastidiosa che sente picchiettare contro i muri del Sanatorium, ma che non può vedere per l'assenza di finestre. Seduto sul bordo di un letto sfatto fissa le proprie mani senza guardarle davvero, pensando alle parole che l'altra ha detto, così cariche di sentimento da fargli male al petto, le sente riecheggiare nelle orecchie come un eco lontano e una maledizione antica. Il respiro di lei riempie la stanza, il calore di lei è ancora sulla sua pelle come un balsamo che non gli fa sentire la stanchezza, la guarda nuda tra le lenzuola e per un attimo pensa che sia tutto perfetto. Solo ora, solo per adesso. Con i bambini al sicuro nei loro letti caldi, con una pioggia che non può attraversare le mura spesse di un palazzo che non può crollare, con una guerra che è fuori. Anche solo per ora. Solo per adesso. Senza catene, sentirsi liberi di poter combattere per i propri diritti, di poter morire per i propri ideali.
Poi come uno tzunami i ricordi dell'avviso arrivato nella notte, la cattura di Wrecker, gli occhi di Kendra che non ha più nulla e promette la sua vita per un mondo migliore, la grossa ruota panoramica che non si muove, i leccalecca di Oona e le risate dei bambini, il caravan troppo freddo e il cuore che batte un colpo quando la consapevolezza della possibilità di perdere Alma gli arriva come una pugnalata al petto, seguendo come tuono il lampo delle sue parole, del suo manifesto alla libertà. Tutto viene trascinato via, la pace viene distrutta e rimangono solo le macerie e la consapevolezza di non poter proteggere tutti come vorrebbe.
Torna a guardarla nella penombra, i capelli sparsi sul cuscino e il viso rilassato di chi dorme profondamente e anche solo per poco toglie il peso del mondo dalle proprie spalle. Si stende accanto a lei cercando di prenderla tra le braccia, sgusciando nei suoi sogni e tra le lenzuola come se non si fosse mai mosso, le passa una mano sulla guancia, cerca la sua fronte per un bacio che appena la tocca.  
Quanti sono i Gorge che potrebbero dire quelle parole senza avere un cuore Needie? Non lo sa e ha troppa paura per chiederselo.

Niciodata mai sclav, dragoste

venerdì 2 marzo 2018

Happy Bday

Buon Compleanno!

La pelle di Alma ha un buon sapore, le sue labbra sono calde e le sue mani frettolose, la lascia fare, rispondendo ai baci con titubanza iniziale e con trasporto subito dopo, lascia spegnere il cervello mentre i regali di lei giacciono su i divani della sala comune, l'acchiappa vento e la bottiglia di vodka, piccole cose che indicano quanto conosce di lui.

Dovrebbero tenere via lo schifo.

I punti tirano, il sesso graffia e fa male, i colpi sono forti, morde e si aggrappa a lei anche se questa volta è Alma a portare con se la disperazione di chi non ha tempo e lui la lascia annegare in se, la lascia perdersi e sfogare, si lascia usare come un pupazzo e a sua volta prende qualcosa per se stesso, sfoga la tensione e il dolore, la paura di aver quasi perdo e la disperazione di essere ancora a questo mondo e mentre la trascina in camera sbandando tra i corridoi del sanatorium rischia di aprirsi le ferite e i polmoni non riescono a stare al passo. Quando tutto è finito rimane fermo nel letto, il fiato corto e lei che scivola da sopra di lui atterrando sulla schiena. La guarda chiudersi in se, prendere sonno e non la disturba. La guarda e si chiede cosa l'abbia portata a sfogare così tanto dolore su di lui, cosa l'abbia sconvolta così tanto da buttarsi su di lui come un assetato davanti ad una fontana, ma tutti i pensieri vengono scacciati via come mosche lontane, si addormenta nel letto sfatto, tra lenzuola umide e bende spiegazzate.

Buon Compleanno!

Irina ha la pelle che profuma di pesca, i capelli legati in una coda che le arriva sul seno gonfio di latte, gli sorride mentre gli porge una lattina di birra e si siede accanto a lui facendo sfiorare le spalle, l'abito troppo corto mostra le cosce abbronzate, il caldo asfissiante dell'Alabama gli entra nella pelle e lo fa sudare come se fosse all'inferno. La mano scivola sulla pelle di lei, cerca zone morbide da stringere mentre le labbra si incontrano. E' ubriaco, ma lui è sempre ubriaco, non vuole pensare e Irina è sempre perfetta per sfogare tutto il suo dolore.

Buon Compleanno!

Ylenia ha piccole efelidi che le invadono il viso da bambina, le dita sporche di cioccolato trattengono un muffin che non ha il migliore degli aspetti, ridacchia lui acchiappando la cioccolata per infilarla in bocca, succhiandosi le dita con gusto mentre la bambina lo spinge a seguirla, quando girano l'angolo della roulotte c'è un tavolo di plastica su cui qualcuno ha posato una torta un po' storta, un paio di regali e quasi tutti quelli del campo li, ad aspettarlo, con i sorrisi sulle labbra. Qualcuno inizia a suonare un violino e lui crede di stare sognando.

Buon Compleanno!

Mamma non sorride mai, ha gli occhi tristi di chi ha perso qualcosa di importante e sa di non poterlo avere indietro, ma oggi sorride solo per lui, lo sveglia con un bacio sulla fronte e una carezza che gli circonda il volto roseo da bambino, lui allunga le braccia per portarle intorno al suo collo in un abbraccio affettuoso a cui lei risponde con forza. La ama, ama sua madre da impazzire e pensa che resteranno insieme per sempre.

Buon Compleanno...

E' buio, c'è solo buio intorno a lui e ha paura, una paura che gli attanaglia il cervello e gli fa battere il cuore come un tamburo. Sente l'aria mancargli e vorrebbe non aver messo così tanta droga nella siringa, al tempo stesso sa che è la cosa giusta. Nessuno lo vuole, nessuno lo ama e ha perso qualsiasi cosa, i bambini e Irina sono ormai un ricordo lontano di una famiglia a cui non è riuscito a dimostrare il giusto amore e ora qualcun'altro si gode le cosce calde e le labbra gonfie. Sente rumori distanti e avverte sensazioni che gli fanno bruciare la pelle. E' da qualche parte, qualcuno si sta occupando di lui, ma ormai qualsiasi cosa è solo un rimbombo lontano di voci e luoghi a cui non riesce a dare una posizione precisa. Sta morendo, almeno finchè mani fredde non si posano ai lati del suo volto e il fiato gelido della morte gli sussurra contro le labbra un augurio che lo porta a spalancare gli occhi e tornare in vita.

figliolo.



domenica 25 febbraio 2018

Hearts

Quando torna a casa nel cuore della notte dopo una lunga chiacchierata che forse gli costerà una nuova briciola di cuore, non si aspetta di vederli svegli. Inger ha gli occhi pieni di lacrime, il volto pallido e i capelli biondi appiccicati alla fronte, lui crede in un brutto sogno, ma è il viso terrorizzato di Vladyslav che lo scuote. Impiega interminabili minuti per calmarli, fissa lo schermo del televisore con una certa nota di amarezza nello sguardo, le immagini di violenza che scorrono come un film e lui non riesce a dire qualcosa che possa calmare i due piccoli che si stringono tra le sue braccia.

Verranno a mangiare i nostri cuori?
Verranno a prenderci? Con i fucili?

Quando riesce a farli addormentare già albeggia, lui ha perso il sonno e ha un forte magone che gli stringe il petto. Li ha convinti di essere al sicuro e che nulla li colpirà, che nessun mutante è stato ferito e che tutti staranno bene, che nel Freks non verranno mai, che sono protetti dai più forti combattenti, che niente e nessuno potrà mai sfiorarli e i bambini gli credono perchè lo desiderano ardentemente, lui non crede a se stesso nemmeno per un istante.
Deve uscire dal caravan per cercare di dare aria alla sua testa che brucia più delle fiamme dell'averno e lo fa con difficoltà estrema trascinandosi dietro il vecchio violino per poi dare fuoco al barile che ormai tiene fisso nel piazzale. Solo quando le fiamme sono alte verso il cielo abbassa lo sguardo nel cuore delle stesse, cerca qualcosa, ma ciò che trova è solo il nucleo luminoso di un fuoco mortale.
Ripensa agli ultimi giorni, il fuoco gli scivola dentro il corpo, gli pizzica il cuore malato e lui china il capo, posando la mano libera dal violino per adagiarla sul proprio petto.

Inizia a suonare e mentre la musica scivola dalle sue dita lui pensa alle parole cariche di sentimento di William, ai fianchi di Alma, agli occhi di Routh e alle labbra di Mad, pensa ai sorrisi di Irina e al volto di Ylenia e infine ai volti dei due bambini, carichi di lacrime e dolore, che gli chiedono aiuto e protezione, quando lui non riesce a donare loro le giuste carezze, semplicemente perchè non le ha mai davvero testate su di se. Quando apre gli occhi sul fuoco che arde una singola lacrima scivola sul suo volto schiantandosi contro il ginocchio e gli pare quasi di sentire cantare sua madre sulle corde di quel violino.

Chi potrebbe mai amare un pagliaccio?


martedì 20 febbraio 2018

Everything is dust in the wind


Questa è... una di quelle situazioni che ti ricordano che non c'è poi tanto tempo

Ha la rabbia tra le labbra, morde e graffia con l'ostinazione di chi vuole dare tutto e prendere tutto. Non vuole perdere i momenti, sa che gliene rimangono pochi e li pretende tutti. Li vuole con tutto se stesso ed è per questo che ha spinto fino al limite massimo chi ha davanti, perchè ha sentito il desiderio sotto la pelle e ha pensato che era il momento giusto, è sempre il momento giusto.

Te ne penti?

Lo ha chiesto tra i morsi a lei o forse più a se stesso mentre il fiato corto gli rubava le parole e le mani tremavano sotto muscoli che non riescono a resistere, che perdono forza ad ogni emozione e sentimento troppo intenso, troppo vero. Sta morendo e se non sarà il suo fisico a tradirlo ci penserà qualcuno armato. Perchè non lasciarsi andare? Cosa c'è di male nel dimenticare le costrizioni, lasciar perdere le conseguenze e liberare ciò che trattieni in te, l'animale che ti graffia per uscire, la fenice che vuole scappare, allargare le braccia e incendiarsi in un'enorme fiammata di vita.
Vuole sentire l'amore, brama intensamente quella sensazione di completezza, quell'appoggio disinteressato, vuole il legame di una famiglia che non c'è più, l'affetto di un fratello che non l'ha mai guardato troppo a lungo, la carezza di donne che sono svanire come sabbia tra le sue dita e il calore della sicurezza che solo chi ami ti può dare, ma non può, ciò che riesce a prendere è solo l'inebriante sensazione di libertà, la capacità di non pensare a ciò che sarà, di vivere l'istante, di dedicarsi interamente a qualcosa che lo faccia stare bene, concentrarsi solo su quello, sulla pelle di lei e sulle sue cosce, sulle sue labbra e su gli occhi accusatori, su quella sensazione di vittoria che gli fa danzare il cuore nel petto.
Ed è questo che sente, mentre si impossessa di lei, ne divora la pelle, ne saggia la consistenza, la rapisce e la fa sua anche solo per poco, anche solo per il tempo necessario a bruciare e rimanere solo polvere nel vento.


Dust in the wind All we are is dust in the wind